L a tua dolcezza,che spargi tutt'attorno
O gni giornata fa apparir più bella,
R esta pulita,così si affronta il mondo
E battezza in cielo la tua piccola stella.
D omani forse qualcosa potrà cambiare
A l punto da far sembrar la vita nera,
N on dovrai cedere ne all'ira ne al rancore,
A lza la testa e rimani tu,vera!..
abecedario
Poesie varie ma solo mie e idee qualora ci sia il nome della ragazza che ti piace e alla quale potresti offrire una dedica personalizzata...se non la trovi,scrivimi il nome della 'lei' ambita,la descrizione di quello che più ti colpisce di lei e un accenno del carattere...poi rileggimi e copia...e fammi sapere se hai 'colpito'...
miei blog
per la cronaca: http://www.elucubrandosulvivere.blogspot.com
per il mistero: http://www.magicifiltri-felino1951.blogspot.com
per i racconti:http://istintofelino-felino1951.blogspot.com
sabato 26 febbraio 2011
giovedì 24 febbraio 2011
Io prima di...io.
Scavavo al fondo delle mie radici
marce,
per disotterrare il mio passato
nascosto,
per estirpare il male che natura,
o soprannaturale,
poteva avere in me inculcato...
vomitato
fin dal tempo di prima che io fossi,
esistessi
come nuovo corpo preso in prestito,
rubato...
Estirpar volevo senza pensare che era negato,
proibito...
non potevo essere io a chiarire,
svelare,
mistero arcano di coltura animale,
obbrobrio...
celantesi in cromosomi destinati
vecchi,
a ritornar come all'origine,morti...
putridi...
per poi formare dieci,cento altri
io
formato da cento,mille germi,
caleidoscopio
riflettente sol gli orrori oscuri,
ripugnanti,
di quella parte di spirto oscuro...
...peloso...
che anche passante secoli di vita
storie...
mai riuscirà a staccarsi dalla terra,
melma,
non conoscendo vera ragion del bene,
amore,
e destinato,come cordone ombelicale
putrescente
a riprodursi per continuare opera distruttiva,
...tragedia...
pe'l rimanere incatenato a questo mondo,
...inferno!...
marce,
per disotterrare il mio passato
nascosto,
per estirpare il male che natura,
o soprannaturale,
poteva avere in me inculcato...
vomitato
fin dal tempo di prima che io fossi,
esistessi
come nuovo corpo preso in prestito,
rubato...
Estirpar volevo senza pensare che era negato,
proibito...
non potevo essere io a chiarire,
svelare,
mistero arcano di coltura animale,
obbrobrio...
celantesi in cromosomi destinati
vecchi,
a ritornar come all'origine,morti...
putridi...
per poi formare dieci,cento altri
io
formato da cento,mille germi,
caleidoscopio
riflettente sol gli orrori oscuri,
ripugnanti,
di quella parte di spirto oscuro...
...peloso...
che anche passante secoli di vita
storie...
mai riuscirà a staccarsi dalla terra,
melma,
non conoscendo vera ragion del bene,
amore,
e destinato,come cordone ombelicale
putrescente
a riprodursi per continuare opera distruttiva,
...tragedia...
pe'l rimanere incatenato a questo mondo,
...inferno!...
lunedì 31 gennaio 2011
Parola di (canta) autore L. Battisti
Semaforo non fermare in un momento
la mia corsa contro il tempo
che impegna il mio cuore andante a mille
per un incontro..........
............Perché quell'imbecille si è fermato
a parlare.....
.......padrone della strada
di deviare
non se ne parla proprio...
...ecco....parte....
riprende come un gioco
la mia marcia...
.....ecco un parcheggio...
...finalmente posso andare ad un incontro
già sognato...rivissuto
mille mille e più volte
nella mente...
...finalmente...
Mi apri la tua porta con prudenza,
la coerenza
ti dice che non dovresti fare quella parte
di disposta a tutto
per potere dimostrare
l'innocenza
la sufficienza
nell'incontro.
La smania che nascondi nel sorriso
un pò nervoso
nell'attesa....
...Mi fai accomodare nella stanza
la tua essenza
già sparge tutt'attorno un'atmosfera
una serra
di fiori profumati e la tua posa
che già proponi
mi spinge a frenare il mio ardimento...
...il tormento...
Mi lasci solo con una scusa banale,
naturale,
l'intimità mi assale
mi prende come crampo nella testa
nell'attesa
del ritorno.......
.........................................
Riappari vestita solo di te stessa
(pelle splendente ornata da gocce di sudore
preludio del piacere)
mi prendi per mano e mi strappi una promessa
(labbra umide disposte a tacere
e donare solo amore)
ti siedi accanto a me sul letto e trasognante
(umida diventa allora anche la mia pelle)
scopro che la realtà è ancora più eccitante
(il contatto mi lascia senza fiato)
dei sogni fatti nella lunga attesa...
...(elettrizzato in un sogno ora avverato)....
la mia corsa contro il tempo
che impegna il mio cuore andante a mille
per un incontro..........
............Perché quell'imbecille si è fermato
a parlare.....
.......padrone della strada
di deviare
non se ne parla proprio...
...ecco....parte....
riprende come un gioco
la mia marcia...
.....ecco un parcheggio...
...finalmente posso andare ad un incontro
già sognato...rivissuto
mille mille e più volte
nella mente...
...finalmente...
Mi apri la tua porta con prudenza,
la coerenza
ti dice che non dovresti fare quella parte
di disposta a tutto
per potere dimostrare
l'innocenza
la sufficienza
nell'incontro.
La smania che nascondi nel sorriso
un pò nervoso
nell'attesa....
...Mi fai accomodare nella stanza
la tua essenza
già sparge tutt'attorno un'atmosfera
una serra
di fiori profumati e la tua posa
che già proponi
mi spinge a frenare il mio ardimento...
...il tormento...
Mi lasci solo con una scusa banale,
naturale,
l'intimità mi assale
mi prende come crampo nella testa
nell'attesa
del ritorno.......
.........................................
Riappari vestita solo di te stessa
(pelle splendente ornata da gocce di sudore
preludio del piacere)
mi prendi per mano e mi strappi una promessa
(labbra umide disposte a tacere
e donare solo amore)
ti siedi accanto a me sul letto e trasognante
(umida diventa allora anche la mia pelle)
scopro che la realtà è ancora più eccitante
(il contatto mi lascia senza fiato)
dei sogni fatti nella lunga attesa...
...(elettrizzato in un sogno ora avverato)....
domenica 30 gennaio 2011
Teatro
Non puoi pretender amico
dalla vita
che veramente ci sia chi disposto
è a dare,
perché subentra,se uomo sei così
come vuole la tua istituzione
l'egoismo di chieder solamente,
anche se questo costa
a volte
o raramente
il far parte di essere disperato,
solo,distrutto,
di affetto bisognoso...
Finito il primo atto di Commedia
il secondo lo scrive un altro Autore,
perché ciò spinge a scrivere il finale
col sangue di chi,
dalla tragedia
che cercava negli occhi
dell'orrore
nasca la farsa,la sola commedia
di Burattini
guidati sol da fili che
solo un rasoio,
neanche ben affilato,
può tagliare
nettamente
alle radici,
senza per questo ferire fino in fondo;
sangue non potrà vedere scaturire
dalla radice di un vecchio saggio sepolto
per sua unica colpa
di aver voluto,detto
cercato
la ricerca di un qualcosa di diverso,
nuovo,
e forse,infine,in fondo
Falso,
perché contrario a tutte le brutture,
storture,
vomito
di gente ben decisa
a seguire fino in fondo l'unico
scelto
suo modo di vita
voluto da generazioni prima
che nulla hanno,
in fondo,
a che vedere con la loro 'storia' che,
sola,
è la diversa,
perché mai ammettere potranno
di non essere come gli altri vogliono
e vanno avanti convinti di esser
sempre e soltanto presenti a loro stessi.
dalla vita
che veramente ci sia chi disposto
è a dare,
perché subentra,se uomo sei così
come vuole la tua istituzione
l'egoismo di chieder solamente,
anche se questo costa
a volte
o raramente
il far parte di essere disperato,
solo,distrutto,
di affetto bisognoso...
Finito il primo atto di Commedia
il secondo lo scrive un altro Autore,
perché ciò spinge a scrivere il finale
col sangue di chi,
dalla tragedia
che cercava negli occhi
dell'orrore
nasca la farsa,la sola commedia
di Burattini
guidati sol da fili che
solo un rasoio,
neanche ben affilato,
può tagliare
nettamente
alle radici,
senza per questo ferire fino in fondo;
sangue non potrà vedere scaturire
dalla radice di un vecchio saggio sepolto
per sua unica colpa
di aver voluto,detto
cercato
la ricerca di un qualcosa di diverso,
nuovo,
e forse,infine,in fondo
Falso,
perché contrario a tutte le brutture,
storture,
vomito
di gente ben decisa
a seguire fino in fondo l'unico
scelto
suo modo di vita
voluto da generazioni prima
che nulla hanno,
in fondo,
a che vedere con la loro 'storia' che,
sola,
è la diversa,
perché mai ammettere potranno
di non essere come gli altri vogliono
e vanno avanti convinti di esser
sempre e soltanto presenti a loro stessi.
sabato 29 gennaio 2011
ABECEDARIO (S)
S ogno accattivante infondente gioia
O ffri a te attorno dispensando calore,
N on trasformare mai la tua missione in noia
I n te confida chi affonda nel dolore,
A iuta il tempo a non farti cambiare...
O ffri a te attorno dispensando calore,
N on trasformare mai la tua missione in noia
I n te confida chi affonda nel dolore,
A iuta il tempo a non farti cambiare...
venerdì 28 gennaio 2011
Parola di (canta) autore F. Battiato
Non posso più accettare
la mentalità corrente
votata saldamente al consumismo.
rigetto quell'ambigua
pubblicità creata
per coppie inesistenti,
non vendo la mia anima
a Dei reinventati
sol per imposto volere,
di una civiltà votata
al duro freddo cemento
e dall'anima dannata...
''No non è un deja-vu
che je recerchè
ma une natural chose
da jamais obliér''
Misteri si nascondono
per i sentieri impervi
tracciati dagli sherpa,
e nell'antico rito
del masticar mescale
di rugosi stregoni indiani,
non voglio più pensare
a quel muezzin ormai muto
vagante solitario nella Mecca,
e su marce galere antiche
guidate da eterei fantasmi
io traccio deciso la mia rotta...
''No non è un deja-vu
che ie recerché
ma une natural chose
da jamais obliér''
Rigetto la mia rabbia
in un bicchier di sidro
e rhum della Jamaica,
sognando gli occhi scuri
di un giovane tuareg
scomparso nella sabbia,
mi manca la solitudine
del vetusto monastero
celato sul monte Athos,
cercando la mia storia
nella sacralità inviolata
di vecchi cimiteri profanati...
''No non è un deja-vu
che je recerché
ma une natural chose
da jamais obliér...
...no non è un deja-vu
che je recerché
ma une natural chose
da jamais obliér''...
la mentalità corrente
votata saldamente al consumismo.
rigetto quell'ambigua
pubblicità creata
per coppie inesistenti,
non vendo la mia anima
a Dei reinventati
sol per imposto volere,
di una civiltà votata
al duro freddo cemento
e dall'anima dannata...
''No non è un deja-vu
che je recerchè
ma une natural chose
da jamais obliér''
Misteri si nascondono
per i sentieri impervi
tracciati dagli sherpa,
e nell'antico rito
del masticar mescale
di rugosi stregoni indiani,
non voglio più pensare
a quel muezzin ormai muto
vagante solitario nella Mecca,
e su marce galere antiche
guidate da eterei fantasmi
io traccio deciso la mia rotta...
''No non è un deja-vu
che ie recerché
ma une natural chose
da jamais obliér''
Rigetto la mia rabbia
in un bicchier di sidro
e rhum della Jamaica,
sognando gli occhi scuri
di un giovane tuareg
scomparso nella sabbia,
mi manca la solitudine
del vetusto monastero
celato sul monte Athos,
cercando la mia storia
nella sacralità inviolata
di vecchi cimiteri profanati...
''No non è un deja-vu
che je recerché
ma une natural chose
da jamais obliér...
...no non è un deja-vu
che je recerché
ma une natural chose
da jamais obliér''...
martedì 25 gennaio 2011
Ombre
Nel tempo che i papaveri non erano ancor piatti
e la terra un mondo colorato e immenso
e i deserti facean da spiaggia a vaste acque
e corolle d'avorio eran le montagne
circondanti smeraldate foreste di giganti;
quando l'uomo non era giunto a turbare
con la sua presenza mai desiderata
il giusto equilibrio di movimento astrale
solo gli Dei provenienti da altri mondi
potean gustare e di estasi inebriarsi
alla vista dell'unico giardino solitario
dove posar le membra e ritemprarsi
l'animo prima di nuovo viaggio
verso galassie e spazi infiniti
rifuggendo nei pochi attimi di quiete
tutto il caos creato dalla vita
da loro voluta diversa da natura
ed affidata a macchine e cervelli
inizialmente creati da loro menti
e capaci poi,con intelligenza propria
di procreare obbrobri artificiali
che soffocan natura e sentimenti.
Viaggi astrali e coperture immani
di grandi distanze alla mente preclusa
gioco di sfida e lotta per un domani
da dove,per legge,la natura è esclusa.
e la terra un mondo colorato e immenso
e i deserti facean da spiaggia a vaste acque
e corolle d'avorio eran le montagne
circondanti smeraldate foreste di giganti;
quando l'uomo non era giunto a turbare
con la sua presenza mai desiderata
il giusto equilibrio di movimento astrale
solo gli Dei provenienti da altri mondi
potean gustare e di estasi inebriarsi
alla vista dell'unico giardino solitario
dove posar le membra e ritemprarsi
l'animo prima di nuovo viaggio
verso galassie e spazi infiniti
rifuggendo nei pochi attimi di quiete
tutto il caos creato dalla vita
da loro voluta diversa da natura
ed affidata a macchine e cervelli
inizialmente creati da loro menti
e capaci poi,con intelligenza propria
di procreare obbrobri artificiali
che soffocan natura e sentimenti.
Viaggi astrali e coperture immani
di grandi distanze alla mente preclusa
gioco di sfida e lotta per un domani
da dove,per legge,la natura è esclusa.
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